Stagione 2004-2005

LA VEDOVA ALLEGRA

SOGNO DI UN VALZER




 


SOGNO DI UN VALZER

Operetta di Felix Dörmann e Leopold Jacobson
musiche di O. STRAUS


COMPAGNIA CORRADO ABBATI

Adattamento e regia di CORRADO ABBATI

Esclusiva nazionale



Sogno di un Valzer di Straus è un capolavoro dell’operetta viennese, un classico, un affresco dipinto con i diversi stili del valzer: una sorta di simbolo dell’operetta.
Dopo la prima di questa sua operetta Straus ebbe a dire: “Ho scritto Sogno di un Valzer con l’intenzione di eguagliare i primati della Vedova Allegra o, forse anche, di superarli.”
Oggi si può ben dire che il successo ha sempre accompagnato Sogno di un Valzer che sicuramente merita un posto d’onore nella storia dell’operetta. Si pensi ad esempio che Hollywood ne produsse una versione con Maurice Chevalier con il titolo “The smiling lieutenant”.
La storia d’amore che come sempre è alla base dell’operetta è una storia più vera di altre dove per arrivare al “... e vissero felici e contenti” si passa attraverso la breve avventura di una notte, una di quelle che lasciano il segno, dove l’avventura ha i colori tenui delle illusioni e persino della commozione. Illusione, commozione, gioia sottolineati dall’incantevole modulazione del valzer. Ecco dunque la chiave di lettura di questa nuova “rilettura” dell’operetta di Straus: il Valzer come Sogno e viceversa... per regalarvi una bella storia, per regalarvi della buona musica, per regalarvi un sogno.


Argomento


L’azione si svolge... non aspettatevi che vi dica un luogo anche se il luogo esiste, ma è più un luogo dell’anima: l’azione si svolge ovunque ci sia una donna innamorata di un marito che crede di amare un’altra e dove quest’altra non sa che lui è sposato.
Adesso chiamate Elena la moglie, Niki il marito e Franzi l’altra e il gioco è fatto, anzi è tutto da fare perché di solito, nelle operette, la “bella e vivace” riesce sempre a coronare il suo sogno d’amore. Difficile immaginare una vedova allegra che non sposi il principe Danilo, ma in Sogno di un Valzer i sentimenti, le azioni, le reazioni non sono così prevedibili.
E allora perché togliervi il gusto della “scoperta” raccontandovi adesso tutto quello che accadrà: lasciamolo accadere, perché quello che vorrei è emozionarvi e poco importa se saremo a Vienna o in un immaginario staterello dell’Europa centrale, o nella vostra anima; se i protagonisti vestono abiti eleganti, divise scintillanti o semplici guêpières.
L’importante è che anche una storia che ci sembra lontana sia in effetti a noi così vicina da poter essere vissuta ancora oggi, anzi, che è vissuta ancora oggi... e poi e poi c’è la musica, quella proprio non ve la posso raccontare. Parola di Corrado Abbati.


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