BALLO AL SAVOY

Operetta di Alfredo Grunwald e Fritz Lohner-Beda


Musiche di Paul Abraham
Edizioni Suvini-Zerboni, Milano
Compagnia Corrado Abbati

Nuova Produzione
Allestimenti dell´Ente Lirico Teatro G. Verdi Trieste

Adattamento di Corrado Abbati

Coreografie di Giada Bardelli
Direzione musicale Marco Fiorini
Regia di Corrado Abbati




- argomento -

Nizza, anni 30. Sulla terrazza a mare di casa Faublas si festeggiano i padroni di casa, Aristide e Maddalena, di ritorno dal lungo viaggio di nozze. Fra gli eleganti invitati spiccano lo stravagante Mustafà Bey, un turco sempre alla ricerca di una nuova moglie, e la frizzante Daisy Parker, cugina della padrona di casa. Nel mezzo del divertimento generale Aristide riceve un telegramma da Tangolita, una danzatrice sua ex-fiamma, che pretende una notte d´amore con lui: lo aspetta al Savoy. Aristide, consigliato da Mustafà, trova una buona scusa per andare: deve assolutamente incontrare il suo amico Pasodoble, compositore jazz al Savoy. Naturalmente Aristide non conosce affatto Pasodoble anche perché in tal caso saprebbe che Pasodoble non è altro che lo pseudonimo dietro cui si nasconde Daisy Parker, la cugina di sua moglie. Maddalena è così certa che si tratta di una scusa. Decisione fatale: anche loro andranno al Savoy, Daisy per dirigere il concerto, Maddalena per sorvegliare il marito. Al Savoy troviamo fra gli avventori un buffo e timido avvocato, Celestino, che si concede ogni tanto qualche follia nel celebre hotel. Quando Maddalena si rende conto che suo marito, dopo il bellissimo numero di danza di Tangolita, si ritira con questa in un separé, fa altrettanto con lo stralunato Celestino. A questo punto la direzione del Savoy premia Pasodoble per le sue composizioni jazz rivelandone la vera identità. Aristide è sbalordito ma lo è ancora di più quando Maddalena sotto l´effetto dello champagne dice di aver tradito il marito. La mattina dopo nella sua bella villa Aristide è furibondo e pretende il divorzio. Le pratiche per il divorzio vengono affidate ad uno studio che manda proprio l´ignaro Celestino: immaginate lo scompiglio! E come si arriverà al lieto fine? E si arriverà al lieto fine? .... provate ad immaginarlo, intanto!

- Note di presentazione-
Quest´anno divertiamoci! E´ questa la filosofia che ha portato la Compagnia Corrado Abbati a scegliere per la stagione 2008/2009 una delle operette più esuberanti, esilaranti, moderne e spettacolari dell´intero repertorio operettistico. Sin dal suo debutto nel 1932 BALLO AL SAVOY del magiaro Paul Abraham piacque enormemente al pubblico. In un´atmosfera di innegabile suggestione il compositore seppe unire la tradizione operettistica europea al jazz e al musical americano. La scommessa della compagnia è dunque quella di produrre uno spettacolo che scorra veloce ed affascini con i suoi ingredienti occhieggianti sia a Broadway e al filone cinematografico portato alla ribalta da Fred Astairem che al sentimento e al piglio emozionale e melodico che attinge al fondo dell´anima musicale mitteleuorpea. BALLO AL SAVOY ha sempre avuto accoglienze festosissime e ben due fortunate edizioni cinematografiche. In molti infatti hanno descritto BALLO AL SAVOY come "la grande operetta moderna". Abbati ha dunque scelto di riportare in scena un´epoca particolarmente rimpianta: quella dei "telefoni bianchi" con il suo lusso, la sua eleganza, i suoi hotels da favola (l´azione si svolge a Nizza sulla Costa Azzurra...). Il tutto in uno spettacolo fatto di grandi numeri, capaci di riempire gli occhi cogliendo gli influssi della rivista, di dialoghi spiritosissimi, di situazioni comiche e lievi dove tresche, gelosie, equivoci e conquiste si snodano fra valzer (il ballo del titolo), tanghi, ritmi swing, tip-tap e canzoni di forte presa melodica. BALLO AL SAVOY si annuncia dunque come una festa a cui sarà difficile non partecipare.
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