ARGOMENTO:
A Parigi in un locale di Montmartre, giungono il signor Blackson, ricco
americano, sua moglie Clara e Picon, sua madre. I tre vogliono rendersi
conto della spregiudicata vita parigina.
Nel cabaret c'è gran festa : è appena uscito di prigione
Babà, il più bel ladro di Parigi. Clara ne è
subito conquistata. Anche Miche, detta Madama di Tebe per le sue
capacità di indovina, vorrebbe per se Babà ; i due forse
si amano, ma proprio per questo si fanno i dispetti.
Babà fa la corte a Clara e Miche trova un buffo corteggiatore in
Angelo Michele, un disegnatore di moda alle dipendenze del signor
Blackson. Anche quest'ultimo è colpito dalle capacità
profetiche di Madama di Tebe e le offre un impiego quale consulente
presso i suoi grandi magazzini. Miche accetta e per non abbandonare
Babà convince il ricco americano che la sua vita e quella del
ladro sono indissolubili : se morirà l'uno, l'altro lo
seguirà. Blackson assume anche Babà per tenerlo sotto
controllo.
Ai grandi magazzini c'è molta animazione : si stanno provando i
costumi per la nuova rivista del Lidò ! Così fra
mannequins e défilés d'alta moda continuano i rendez -
vous fra Clara e Babà e fra gags ed equivoci quelli fra Miche ed
Angelo Michele.
Le attenzioni di Clara iniziano però ad infastidire
Babàche per liberarsi della ricca americana informa il marito.
Blackson è sorpreso ma credendo alla previsione di Madama di
Tebe (la sua vita legata a quella del ladro) sarebbe anche disposto a
perdonare.
Interviene però Miche che rivela il trucco : per tenersi vicino
Babà si è inventata la storia delle vite unite.
L'americano è libero dall'incubo e sarà più
disponibile con sua moglie Clara.
Fra Miche e Babà avviene una chiarificazione : sentono di
volersi bene e di essere felici insieme. Il loro è amore !
E' tornato il sereno ! Si festeggi al Lidò, magari ballando la
danza di moda : il tango !
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NOTE SULLA
RISCRITTURA:
"Spesso a cuori e picche ansiose bocche
chiedono la verità, principi e plebe vengono qua, Madama di Tebe
le carte fa".
Madama di Tebe è ancora oggi una delle operette più
popolari ed amate. Questo lavoro firmato da Carlo Lombardo ha avuto un
ruolo importantissimo nella storia dell'operetta italiana :è
stata l'operetta che ha mostrato quali fossero i gusti e le
necessità del pubblico italiano amante della lirica leggera.
Madama di Tebe ha per unanime ammissione una musica piacevolissima. E'
noto che non tutta è uscita dalla penna di Lombardo, al quale
però va dato atto di avere "preso a prestito" da altri autori
dando al tutto una omogeneità sorprendente e riuscendo a
"piazzare" alcuni dei brani più famosi del repertorio italiano :
chi non ricorda "spesso a cuori e picche" o "Il tango dei mannequins" :
"Ay by - Ay ba ! Ay ballalo con me quel tango".
L'intreccio fece subito molta presa : l'atmosfera vagamente peccaminosa
e l'ambiente equivoco della Parigi notturna trovarono assai sensibile
un certo tipo di borghesia che frequentava il teatro d'operetta. Ma se
ieri il teatro d'operetta rappresentava l'evasione nel mondo del
"peccato" dei "giovani di una volta" oggi non bastano più le
gambe delle ballerine.... Oggi il pubblico chiede il rigore, che non
è sinonimo di noia bensì di un lavoro attento e preciso,
frutto di studio e serietà, scevro da ogni improvvisazione.
Così, in linea con le
origini e gli scopi dellavoro di Lombardo, Corrado Abbati ha
"riscritto" il testo rendendolo più coerente : ai recitativi si
sostituisce la recitazione e la storia si fa più fluida. Ha
rinvigorito lo spartito con qualche invenzione "alla Lombardo", forte
di una buona conoscenza del repertorio operettistico. Ha ricreato una
atmosfera brillante, mondana ed elegante dove la storia della bella
cartomante si unisce allo sfavillare delle luci e dei colori di una
Parigi da cartolina souvenir fatta di cabarets, défilés
d'alta moda, uomini focosi e donne dalle toilettes meravigliose.
Oggi si direbbe: uno sfarzoso musical sui ricordi di ieri, dove molti
si riconoscono e altri, più giovani, vorrebbero aver vissuto.
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