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IL CONTE DI LUSSEMBURGO
Operetta di A.M. Willner e R. Bodansky -
Musica di Franz Lehár
nuovo adattamento di Corrado Abbati
Personaggi ed interpreti
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Se cercate un’operetta che stia sul piano de "La Vedova Allegra" con uno spartito di irrompente spontaneità ed un testo dalla godibile vivacità, ebbene questa è Il Conte di Lussemburgo.
Questo lavoro impegnò Lehár alla fine del 1909 in una scrittura di getto, felicemente forzata da una scadenza contrattuale.
La rapidissima composizione di questo lavoro lo strinse in un gesto creativo prorompente e perfetto tanto che, anni dopo, si dirà che questo Conte resterà giovane per sempre. E’ questa, fra le operette di Lehár, la più ricca di melodie sulle quali spicca e domina l’effusione sentimentale tutta viennese del gran valzer "Sei tu felicità, passata a me vicin", piacevole connubio fra Parigi e Vienna: la Parigi dell’azione, la Vienna dell’ispirazione.
L’azione irrompe infatti nel cuore di una Parigi in cui il disordine del carnevale si fonde con l’intensa poeticità del quartiere di Montmartre con i suoi pittori, sui quali incombe l’immaginario dell’impressionismo, e le fresche povertà bohémien di graziose modelle a cui si contrappongono il lusso e le estasi, il danaro e i salotti delle atmosfere nobiliari. Una ricca varietà di suggestioni a cui Corrado Abbati ha guardato con attenzione per “ricostruire” in questo allestimento, la frizzante vivacità tipica dello spirito parigino ricreata grazie a raffinate scene d’assieme ed a brillanti spunti gioiosi ricondotti ad un ritmo serrato e sposati a grandi quadri coreografici ricchi sia di sinuose atmosfere bohémien che di voluttuose e sfavillanti toilettes.
Ne Il Conte di Lussemburgo, l’operetta di Lehár più famosa dopo "La Vedova Allegra", tutte le parti vanno sostenute da cantanti che siano anche attori divertiti e divertenti, cosa non facile da ottenersi nel teatro d’operetta italiano, ma che è invece un punto di riferimento per la compagnia diretta da Corrado Abbati.
Senza timori ma con grande rigore, professionalità ed entusiasmo, la compagnia affronta questa nuova impegnativa prova con l’ausilio dei suoi qualificati interpreti e grazie alla Casa Musicale Mauro che ha concesso di poter rappresentare Il Conte di Lussemburgo in esclusiva per l’Italia.
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- argomento -
Siamo a Parigi. E’ carnevale e non manca la voglia di festeggiare anche a quell’allegra brigata formata da tanti giovani squattrinati che vivono a Montmartre. Fra loro c’è anche René, il Conte di Lussemburgo, nobile quanto spiantato. Con lui è il suo amico Armand Brissard, pittore eternamente alle prese con la scarsità di denaro e con il pudore della sua modella Juliette. In questo clima, dove regna la voglia di divertirsi, ma il denaro scarseggia, René riceve una straordinaria proposta da un aristocratico russo. Il Principe Basilio Basilowitsch è innamorato della bella Angela Didier, cantante dell’Opéra, ma non può sposarla per l’insormontabile differenza di condizione sociale. Angela non è nobile, ma può diventarla. Basilio, in cambio di una forte somma di denaro, chiede al Conte di Lussemburgo di sposare la cantante conferendole così il necessario titolo di Contessa, divorziandone tre mesi dopo rendendola disponibile ed adeguata alle nuove nozze. Il matrimonio fra René e Angela dove essere, naturalmente, senza... consumazione: i due non dovranno né conoscersi né vedersi. René accetta. Durante la cerimonia benché i due non riescano a vedersi, allo scambio degli anelli le loro mani si toccano e ciò basta a far nascere un confuso sentimento d’attrazione. René tiene fede ai patti, si disinteressa della donna e vive giorni di sfrenata allegria con il suo amico Armand. Durante le sue scorribande libertine però, René, senza sospettare che si tratti di sua moglie, ha visto Angela sulla scena, se n’è innamorato e, con l’intenzione di corteggiarla, interviene, grazie ai favori di Juliette, alla festa che la cantante ha offerto per il suo addio al teatro. Il tocco di un guanto di Angela ricorda a René il fugace contatto avuto durante la cerimonia nuziale. I due si riconoscono, si amano e decidono di restare marito e moglie complice anche l’arrivo di una vecchia fiamma del Principe Basilio, la Principessa Kokozow. Il cerchio si chiude ben presto in un saggio lieto fine: mentre Basilio si dispera due coppie gioiscono, perché anche Armand e Juliette hanno trovato il coraggio di sposarsi.
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