STAGIONE 2001/2002
inScena - Compagnia Corrado Abbati


Operetta di Carlo Lombardo - Musiche di Virgilio Ranzato

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ARGOMENTO:

Siamo a Macao, in Cina, ed è tradizione che quando un membro della casa regnante si sposa, si dia inizio al Ciun-Ki-Sin: un periodo nel quale si sospende ogni divertimento e ogni lavoro. Questo fino a quando il matrimonio non sarà consumato.
I due sposini, la principessa Mjosotis ed il principe Ciclamino, non hanno le idee molto chiare sui doveri matrimoniali ed il Mandarino di Macao è disperato, perché il Ciun-Ki-Sin rischia di durare in eterno ma, guarda caso, arriva Cin-Ci-Là, un'attrice parigina seguita dal suo buffo spasimante Petit-Gris.
Fon-Ki, il mandarino, che aveva conosciuto Cin-Ci-Là nella capitale francese, vede in lei la soluzione: sarà Cin-Ci-Là ad insegnare al principe Ciclamino quello che non sa.
Petit-Gris, dal canto suo, pur senza aver ricevuto alcun mandato, si occupa dell'educazione della principessa Mjosotis. Le due teste coronate non sembrano però molto interessate alle "lezioni" di Cin-Ci-Là e Petit-Gris sicché il suono del Carillon, il segnale che il Ciun-Ki-Sin è finito, tarda ad arrivare. Il popolo è in rivolta ed è stanco di aspettare; vuole l'erede al trono e, quasi per incanto, suona il fatidico carillon. E' festa grande, tutti festeggiano il principe Ciclamino che ora ha capito cos'è la felicità, ma poco dopo il carillon suona una seconda volta. "Com'è possibile ?", si interroga il mandarino, "il carillon rappresenta la virtù, e si può perdere la virtù più di una volta?".
Il mistero viene presto spiegato: Ciclamino e Cin-Ci-Là, Mjosotis e Petit-Gris hanno pensato di far suonare il carillon ognuno per proprio conto. E' uno scandalo, ma uno scandalo da operetta che rientra subito perché Ciclamino e Mjosotis, ora che sanno, si innamorano veramente uno dell'altra e finalmente Macao avrà l'erede.


NOTE SULLA RISCRITTURA:
Cin-ci-là, anche per il suo suono curioso è il titolo d'operetta più noto in Italia. Questa "prima" Cin-ci-là del terzo millennio vuole sottolineare la straordinaria freschezza che questa operetta ancora dimostra recuperando la musica, immediata e dal ritmo discreto, e il clima assolutamente divertente suggerito dal testo.
Questa Cin-ci-là vuole riportare l'operetta alla sua struttura originaria con una operazione di riequilibrio delle varie componenti che almeno come fonte di ispirazione, entrano nel lavoro degli autori e per l'esattezza : gli spazi lirici restituiti alla loro integrità, il brio della commedia e lo sfarzo che già annunciava la rivista.
E con la storia di Cin-ci-là, donna bella e sensuale, diventa l'elegante storia della sua sensibilità, dei suoi problemi, del suo desiderio di emancipazione che ne farà una grande protagonista dell'operetta italiana. Bella, brava ed entusiasta come i suoi motivetti ritmati che tutti conoscono e cantano, così Abbati ha voluto questa nuova Cin-ci-là dove il tono scanzonato e spensierato si unisce ad un forte richiamo sentimentale.
La professionalità e l'alta qualità della proposta è inoltre sottolineata dall'allestimento che nasce al Teatro Verdi di Trieste e dai patners prestigiosi della Compagnia quali : l'Associazione Internazionale Operetta, il Teatro Valli di Reggio Emilia ed inoltre dalla presenza dei tanti giovani artisti che, come vuole la tradizione europea d'operetta, sono capaci di ricreare in palcoscenico l'allegria del copione, gli slanci lirici dello spartito e l'esuberanza della danza.
Cin-ci-là ebbe il suo battesimo al Teatro Dal Verme di Milano il 18 dicembre 1925 ed il quotidiano milanese "L'Ambrosiano" scrisse : "Dieci chiamate al primo atto, dieci al secondo, applausi a scena aperta, bis, acclamazioni agli autori ed agli interpreti, anche per un'operetta il successo è eccezionale......."
Un successo che....... continua